NAPOLI - Sara' il quartiere di Agnano, alla periferia occidentale del capoluogo, ad ospitare il termovalorizzatore della citta' di Napoli. Lo ha reso noto poco fa in una conferenza stampa il sindaco Rosa Iervolino.Intanto i Comitati del no alla discarica di Chiaiano hanno annunciato l'intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli contro il progetto. L'esposto sarà illustrato da Carlo Migliaccio presidente della Commissione Ambiente del Comune di Napoli, che aveva annunciato il ricorso alla magistratura nel giorno stesso dell'ok alla discarica. Con lui al tavolo anche i sindaci di Marano, Salvatore Perrotta, e di Mugnano, Daniele Palumbo: i tre firmeranno l'esposto, insieme ai cittadini, che sarà affidato a un penalista con esperienza in campo ambientale.
L'esposto sarà fondato sulle relazioni tecniche dei periti di parte, secondo cui la cava di Chiaiano non è idonea per la discarica, ma anche sulla "normativa europea, che dovrebbe portare alla bocciatura da parte di Bruxelles del decreto legge sui rifiuti", spiega Migliaccio. "Le norme Ue affermano che nei centri urbani non si possono allocare discariche", conclude Migliaccio, che si è sempre schierato contro la discarica.
E' pero' semideserto il presidio dei manifestanti. Pochi esponenti dell'area no-global si aggirano sotto i numerosi gazebo installati nei giorni scorsi in via Cupa dei Cani, la strada d'accesso alle cave che entro tre mesi dovrebbero trasformarsi in una discarica da mille tonnellate al giorno. La strada è sbarrata da transenne, pezzi di ferro, un tronco d'albero messo di traverso e c'é anche un palco allestito per l' assemblea di ieri sera. "Benvenuti a Baghdad", é scritto su uno striscione e un cartello ammonisce: "off limits per televisioni e giornalisti. Nessuno escluso".
CRISI NEL NAPOLETANO, IN STRADA 15MILA TONNELLATE - Resta critica la situazione rifiuti in provincia di Napoli, in particolare nell'area flegrea e vesuviana. Secondo una stima della struttura del sottosegretario ai Rifiuti, sono circa 15mila le tonnellate giacenti in quelle aree, non a caso anche tra le più colpite dal fenomeno dei cumuli di immondizia dati alle fiamme. Oltre cinquanta, la scorsa notte, gli interventi dei Vigili del Fuoco. La maggior parte dei roghi si sono verificati a Marano, Pozzuoli, Afragola, Melito.
NAPOLI, PORTA A PORTA PER LA DIFFERENZIATA - Dopo le false partenze degli anni scorsi Napoli riprova a far decollare la raccolta differenziata. A partire dalla settimana prossima, e fino alla fine di settembre, in uno dei quartieri collinari della città saranno rimossi tutti i cassonetti dell'immondizia dalle strade, sostituiti con quelli della differenziata in ogni condominio. Ieri il sottosegretario Guido Bertolaso, dopo il vertice per il via libera alla discarica di Chiaiano, aveva nuovamente sottolineato l'urgenza di un piano "serio" su questo fronte. Il progetto, realizzato da Comune di Napoli e Asia, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti, prevede - tra via Nicolardi, viale Colli Aminei, via Pietravalle e il parco del Poggio - l'installazione in tutti i condomini di quattro contenitori per la raccolta di plastica, carta, indifferenziato secco e indifferenziato umido. Ad ogni famiglia sarà invece singolarmente consegnata una 'biopattumiera forata', un modello sperimentale in Italia che dovrebbe evitare l'accumulo di cattivi odori. Le buste di raccolta per questa particolare pattumiera saranno create con un materiale in grado di distruggersi insieme ai rifiuti. "Il progetto sperimentale - spiega Alfonso Principe, presidente della III Municipalità - coinvolgerà più di 17.000 persone, a cui sarà consegnato un vademecum per spiegare il ciclo dei rifiuti e dove saranno indicate tutte le destinazioni finali del materiale differenziato. E' l'ultima occasione per uscire dalla situazione impossibile degli ultimi anni".


ROMA - Emanuela Orlandi è morta. A 25 anni dalla scomparsa della figlia di un dipendente della Città del Vaticano una testimonianza potrebbe finalmente fare luce su quello che rimane uno dei più noti misteri irrisolti della storia italiana. Il condizionale, malgrado si tratti della testimonianza di una persona che afferma di aver assistito ai fatti, e, però, d'obbligo specie quando le indispensabili attività di riscontro sono ostacolate dalla morte dei presunti protagonisti chiamati in causa e dalla ricerca delle tracce.








MANILA - Molti cadaveri intrappolati all'interno del traghetto filippino, semiaffondato a causa del tifone Fengshen, sono stati scoperti oggi dai sommozzatori che sono riusciti a penetrare nell'imbarcazione. Un portavoce della guardia costiera filippina ha spiegato infatti che le operazioni vengono condotte proprio per raggiungere e recuperare i corpi. "E' troppo buio all'interno della nave per dire se si tratti di bambini o persone anziane, ma i sommozzatori hanno detto che i cadaveri galleggiano e che in apparenza sono persone rimaste intrappolate" al momento della sciagura, ha aggiunto il colonnello Edgardo Arevalo. Questa mattina i sommozzatori erano riusciti a penetrare nello scafo del traghetto Princess of the stars - che sabato aveva fatto naufragio con 862 persone a bordo - nella speranza di trovare qualcuno ancora vivo, magari grazie ad una bolla d'aria. Ieri un analogo tentativo era fallito a causa delle condizioni del mare. I sommozzatori avevano anche bussato a più riprese sullo scafo sperando di ottenere un segnale da eventuali sopravvissuti, senza ottenere però alcuna risposta. Il numero dei sopravvissuti nella notte è stato fissato in 43, mentre 12 corpi sono stati ripescati. Almeno altre 40 persone sono state ritrovate vive ieri sera sull'isola di Burias, ma non si sa ancora se siano o meno naufraghi del traghetto.
PECHINO - Molti cadaveri intrappolati all'interno del traghetto filippino, semiaffondato a causa del tifone Fengshen, sono stati scoperti dai sommozzatori che sono riusciti a penetrare nell'imbarcazione. Un portavoce della guardia costiera filippina ha spiegato infatti che le operazioni vengono condotte proprio per raggiungere e recuperare i corpi.
PINEROLO (TORINO) - Un giovane di 21 anni è morto folgorato da un cavo dell'alto tensione. E' accaduto nella notte in provincia di Torino. Era con tre amici sul tetto di un treno, fermo alla stazione ferroviaria di Pinerolo. Probabilmente alticci, secondo le informazioni dei carabinieri che si sono recati sul posto, dopo una serata trascorsa al ristorante con un'amica, hanno pensato di arrampicarsi su un locomotore fermo in un binario morto. Un gioco pericoloso e in un attimo è avvenuta la tragedia. Forse per non perdere l'equilibrio, Angelo Di Biase, 21 anni, un operaio di Scalenghe (Torino) ha toccato un cavo a 3.000 volt ed é morto. L'amico Aldo Nocerino, 22 anni, di Osasco (Torino) ha cercato di aiutarlo, ma ha sfiorato il cavo con la schiena e una scarica di corrente l'ha scaraventato dal locomotore. Con loro un ragazzo di 17 anni che è caduto mentre cercava di salire sulla massicciata per portare soccorso agli amici. E' stato lui a dare l'allarme. Quando sono arrivati i soccorritori, per Di Biase non c'era più nulla da fare. Nocerino è stato ricoverato in ospedale. Le sue condizioni non sono gravi. Il più giovane del gruppo ha riportato una frattura al polso.