vedete se vi piace questo inizio di storia
Un campione ucciso
Un ragazzo sedicenne di nome Alex vive a fuorigrotta,la sua famiglia è povera,suo padre fa il calzolaio e porta a tavola appena il necessario per andare avanti.
Ha lasciato la scuola all’età di 11 anni e ha iniziato a dare una mano al padre imparando il mestiere.
Lui appassionato di calcio,un giorno viene visto da un osservatore mentre giocava con i sui amici per la strada.
Alex fa un provino per il Napoli e lo supera.
All’età di 16 anni gioca nella Primavera Napoli,visto il suo talento immenso inizia a soli 17 anni a giocare nel “Grande Napoli”.
Con i soldi il giovane non riesce a gestirsi ed entra nel mondo del sesso e della droga fino a quando all’età di 19 anni viene ammazzato per alcuni imbrogli.
Meglio vivere con appena il necessario e con la propria famiglia anziche’ vivere il tal modo.
Scitet’ Alessà!
E’ mio padre che mi chiama per andare a lavorare e come tutte le mattine non ho voglia di alzarmi dalle lenzuala pesantissime,per l’altro è estate e al solo pensiero di lavorare mi lacrimano gli occhi.
Alle 6 e 30 scendiamo al bar da Pasquale a fare la solita colazione.
Poco dopo iniziamo già a lavorare,siccome il lavoro è tanto, ma a pagare sono pochi, noi facciamo molto ma a poco prezzo.
Ormai sono cinque o sei anni che lavoro con mio padre e so come riparare una suola, visto la nostra complicità e il nostro denso lavoro terminiamo anche alle 7 di sera.
Tornati a casa ci laviamo e ceniamo con i miei fratelli e mia madre.
In famiglia ne siamo in sei,mio padre Peppe,io,i miei fratelli Luca e Paolo,le mie sorelle Ilenia e Silvia e mia madre Giusy.
E’ vero a tavola c’è pochissimo ma l’armonia e lo spirito di scherzare tra di noi,di certo non manca.
Oggi è un altro giorno,giovedì,mio padre me lo da libero,lui capisce che sono giovane e mi devo divertire perciò a volte se devo fare qualche cosa con i miei amici mi lascia andare senza alcun poblema.
Visto che è una bella giornata vado a chiamare alcuni miei amici per giocare a calcio.
Mentre sto facendo un’azione un tizio mi chiama,non so se andare da lui,passati alcuni secondi però mi decido e vado da lui perché alla finfine sembra un tizio serio.
Mi riempie di domande del tipo come ti chiami,quanti anni hai ecc.
Alla fine mi spiega che è un osservatore e mi dice che ho ottime potenzialità e potrei diventare un buon giocatore.Questo tizio vuole parlare con mio padre e io lo conduco alla bottega ove lavora.
Quando papà torna a casa dal lavoro parla con tutti noi e mi spiega che a breve tempo dovrò fare un provino per il Napoli.
La mia emozione arriva a mille e comincio a pensare in grande.
Intanto aspetto con frenesia questi lunghi giorni.
I giorni passano e finalmente arriva il grande giorno. Mi alzo con il cuore che balza fuori dalla gabbia toracica,è un’opportunità troppo grande e importante.
Mio padre ha chiuso la bottega perché viene con me.
Arrivati sul campo mi chiamano e scendo in campo.
Ho il cuore che sta per esplodere,pero’ metto da parte l’emozione per giocare con concentrazone.
Dopo qualche partitelle uno degli allenatori mi dice: “ci vediamo domani”
ed io rispondo: “in che senso?”
lui mi dice:“nel senso che sei uno dei nostri”.
Da quelle parole dentro di me si libera un qualcosa di inspiegabile,una gioia che non ho mai provato fino ad ora.
Comincio a fare un migliaio di progetti,una casa nuova e tanto divertimento.
Visto che ho gli allenamenti non posso dare più una mano a papà che dovrà sbrigare il tutto da solo dato la tenera età dei miei fratelli.
Passano i giorni,passano i mesi, è un nuovo anno, gioco nel “Grande Napoli”.
Sono in prima pagina il titolo è “Alex Olivieri il nuovo fenomeno napoletano”.
Sono emozionato faccio l’esordio oggi davanti a 60.000 spettatori,sento il cuore in gola,svengo quasi. Parto dalla panchina e non vedo l’ora di entrare in campo,è il 61° minuto quando l’allenatore decide di schierarmi in campo come ala destra.
Ecco il primo pallone che tocco,adesso devo dimostrare la faccia tosta che ho,avanzo sulla fascia salto un avversario,adesso devo solo metterla in mezzo,calcio delicatamente in modo di crossare preciso,la palla gira e con sé anche le mia speranza che vada in testa a qualche mio compagno,ecco che spunta di testa, goal,è fatta,sono diventato famoso,sono ricco.
Abbiamo vinto uno a zero e hanno deciso che il migliore in campo sia io.
Mi chiama un giornalista e mi dice se sono felice,gli dico che è scontato chiedermelo,sono al settimo cielo.
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