Charles Baudelaire

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leviathan
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Charles Baudelaire

Messaggio da leviathan »

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Charles Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867) è stato un poeta, scrittore, critico letterario e traduttore francese.

Wikipedia su Charles Baudelaire

« Poco fa, mentre attraversavo il viale, in gran fretta, e saltellavo tra il fango attraverso quel mobile caos dove la morte arriva al galoppo contemporaneamente da tutte le parti, per un brusco movimento la mia aureola è scivolata dalla testa giù nella melma dell'asfalto. Non ho avuto il coraggio di raccoglierla. Mi è parso meno spiacevole perder le insegne che farmi rompere le ossa. E poi, mi sono detto, non tutto il male vien per nuocere. Ora posso passeggiare in incognito, compiere azioni basse, darmi alla crapula, come i semplici mortali. Ed eccomi qui, del tutto simile a voi, come vedete! »
(Lo spleen di Parigi)

« Come il principe dei nembi
è il Poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell'arciere ma esiliato
sulla terra, fra scherni, camminare
non può per le sue ali di gigante. »

(L'albatro, da "I Fiori Del Male")

« Tutti gli imbecilli borghesi che pronunciano, continuamente le parole "immoralità, immoralità, moralità dell'arte", mi fanno venire in mente Louise Villedieu, prostituta da cinque franchi, che accompagnandomi una volta al Louvre (...) domandava, dinanzi a quelle statue e a quei quadri immortali, come si potevano esporre pubblicamente simili indecenze. »
(Mon coeur mis à nu)


Il sogno d'un curioso (da I Fiori Del Male)
"Conosci, come me, il gustoso dolore,
e lasci che t'appioppino nomea d'originale?
-Agonizzavo, e l'anima invaghita all'orrore
mesceva il desiderio, tutto uno strano male;

angoscia con speranza, senza maligno umore.
Quanto più si vuotava la clessidra fatale,
tanto più acre e dolce il supplizio: il mio cuore
pian piano si strappava al mondo abituale.

Ecco come il fanciullo che brama lo spettacolo,
e che odia il sipario come s'odia un ostacolo...
Ma l'agghiacciante vero infine si scoprì:

ero, senza stupirmene, già morto, ed un'aurora
tremenda m'avvolgeva. Ebbene, tutto qui?
La tela era levata, io aspettavo ancora."


L'albatro (da I Fiori Del Male)
"Per dilettarsi, sovente, le ciurme
catturano degli àlbatri, marini
grandi uccelli, che seguono, indolenti
compagni di viaggio, il bastimento
che scivolando va su amari abissi.
E li hanno appena sulla tolda posti
che questi re dell'azzurro abbandonano,
inetti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti
le candide e grandi ali. Com'è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!
Lui, poco fa sì bello, com'è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l'infermo che volava, zoppicando
scimmieggia.
Come il principe dei nembi
è il Poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell'arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni, camminare
non può per le sue ali di gigante."



Citazioni
"La donna è naturale, cioè abominevole." (Mon coeur mis à nu, III)

"Nell'atto dell'amore c'è molta somiglianza con la tortura e con un'operazione chirurgica" (Fusées, XVIII)
"Sembri quasi morta dolce poesia
qui su questa quiete terra
dove dimorano gli assassini."

(Alda Merini)
leviathan
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Re: Charles Baudelaire

Messaggio da leviathan »

Al lettore (Prologo de I Fiori Del Male)
"La stoltezza, l'errore, l'avarizia, la colpa
ci occupano l'anima e il corpo ci fan guasto,
e noi ci offriamo ai nostri cari rimorsi in pasto,
come il povero sfama le zecche che lo spolpano.

Siamo incalliti reprobi e penitenti pavidi;
d'ogni nostro confiteor facciam lucro e commercio,
poi torniamo nel fango lietamente a giacerci,
speranzosi che vili lacrime ce ne lavino.

Satana Trimegisto lungamente ci culla
sul cuscino del male lo spirito stregato,
e dei nostri propositi ogni ricco carato
fa con esperte alchìmie svaporare nel nulla.

E' lui che regge i fili dei fantocci che siamo:
ci lasciamo sedurre dall'oggetto più basso,
e ogni giorno all'inferno senza orrore, d'un passo,
attraverso mefitiche tenebre discendiamo.

Come un vizioso povero succhia e copre di baci
il seno martoriato d'una vecchia sgualdrina,
noi rubiamo una gioia rapida e clandestina,
e tutta la spremiamo, come un'arancia fracida.

Compressa, innumerevole, come vermi in fermento,
ci fa baldoria in capo un'orda di Demoni,
e, quando respiriamo, la Morte nei polmoni
di nascosto dilaga con confuso lamento.

Se lo stupro e l'incendio, il pugnale e il veleno,
di vezzosi ricami non hanno ancor guarnito
dei nostri giorni il grigio miserevole ordito,
è che ogni volta, ahimè, l'animo ci vien meno!

Ma frammezzo la lonza, la pantera, la vipera,
lo sciacallo, la scimmia, l'avvoltoio, la biscia,
fra i mostri che grugniscono, latrano, urlano, strisciano
nell'infame serraglio che i nostri vizi stipa,

uno ve n'è, più laido, più maligno, più immondo,
che senza grandi gesti, senza grida di guerra,
farebbe di buon grado diroccare la terra,
e in un solo sbadiglio ingoierebbe il mondo:

il Tedio! Pregni gli occhi d'un suo pigro rovello,
egli sogna patiboli, fumando il narghilè:
tu questo molle mostro conosci al par di me,
o ipocrita lettore, mio simile, fratello!"
"Sembri quasi morta dolce poesia
qui su questa quiete terra
dove dimorano gli assassini."

(Alda Merini)
Lateralus
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Re: Charles Baudelaire

Messaggio da Lateralus »

A groan of tedium escapes me,
Startling the fearful.
Is this a test?
It has to be. Otherwise I can't go on.
Draining patience, drain vitality,
this paranoid, paralysed vampire act's a little old.

But I'm still right here, giving blood, keeping faith. And I'm still right here.
K katan
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Re: Charles Baudelaire

Messaggio da K katan »

Baudelaire
FIORI DEL MALE

� ALLEGORIA


� una bella donna, di ricca nuca, e lascia che la sua chioma fluisca nel vino... Le unghiate dell'amore e i veleni della bisca scivolano e si smussano al granito della sua pelle. Ride della Morte e si beffa del Vizio, quei mostri la cui mano, sempre pronta a raschiare e falciare, ha rispettato nei suoi giochi distruttori la rude maest� del corpo sodo e dritto. Incede come una dea, riposa come una sultana; ha nel piacere la fede dei maomettani, nelle sue braccia spalancate, che il seno colma, richiama con gli occhi l'intera razza umana. Crede, sa, questa vergine infeconda, e pure necessaria al cammino del mondo, che la bellezza del corpo � un dono sublime capace di trovare un perdono a ogni infamia. Ignora Inferno e Purgatorio; quando verr� l'ora d'entrare nell'oscurit� della Notte, fisser� la Morte senza odio n� rimorso, come un neonato.

LII


...Voglio narrarti, languida incantatrice! le bellezze
divine che ornano la tua giovinezza,
ti voglio dipingere la bellezza
in cui l'infanzia si allea con la maturit�.

Il tuo seno che avanza e preme la stoffa cangiante,
il tuo seno trionfante e' come un bell'armadio
dalle pareti curve e lucenti
come gli scudi splendono di lampi catturati;

provocanti scudi, armati di punte rosa!
armadio dai dolci segreti, pieno di buone cose,
di vini, di profumi, di liquori
che mandano in delirio il cervello e il cuore!

Quando con l'ampia gonna vai fendendo l'aria,
sei come un bel vascello che prende il largo,
pieno di vele, e se ne va sfumando
con un ritmo dolce, e pigro, e calmo...


Tratto da "La bella Nave" ("I fiori del male", LII)




Autore: Charles Baudelaire (Parigi, 1821-1867)
Note: La donna non � parte della nave ma la nave
stessa che nelle acque della vita incede sicura, maestosa
imperturbabile.

38 � UN FANTASMA


I � Le tenebre

Nei sotterranei d'insondabile tristezza dove il Destino m'ha relegato e in cui mai pu� penetrare raggio rosa e gaio; in cui, tutto solo con la Notte, scontrosa ospite,

sto come un pittore che un Dio ironico condanna a dipingere, ahim�, nelle tenebre; e dove, cuoco dai funebri appetiti, faccio bollire e mangio il mio cuore,

a momenti brilla allungandosi, e distendendosi, un fantasma di grazia e di splendore. Alla sua sognante andatura, quando raggiunge la sua totale estensione, riconosco la mia bella visitatrice: � Lei, nera e tuttavia luminosa.

II � Il profumo

Lettore, hai tu qualche volta respirato, con ebbrezza e sottile ghiottoneria, il granello d'incenso che riempie una chiesa o l'antico muschio d'un sacchetto?

Incanto profondo, magico, del quale il passato tornato a vivere ci inebria nel presente! Cos� l'amante coglie sul corpo amato il fiore squisito del ricordo.

Dei suoi capelli elastici e grevi, vivente cuscinetto, incensiere d'alcova, saliva un sentore selvaggio e fulvo,

e dagli abiti, fossero di mussola o di velluto (tutti impregnati della sua giovinezza pura) si sprigionava un profumo di pelliccia.

III � La cornice

Come una bella cornice aggiunge al quadro, anche se sia opera d'un famoso pennello, un nonsoch� di strano e d'incantato, isolandolo dall'immensa natura,

cos� gioielli, mobili, metalli, dorature s'adattavano mirabilmente alla sua rara belt�; nulla ne oscurava il perfetto splendore, tutto sembrava servirle di ornamento.

Si sarebbe detto, talvolta, ch'essa si credesse amata da ogni cosa: affondava voluttuosamente la sua nudit�

nei baci della biancheria e del raso, e, lenta o brusca, in ogni movimento mostrava la grazia infantile della scimmia.

IV � Il ritratto

Malattia e Morte fanno cenere del fuoco che per noi due arse. Di quei grandi occhi cos� fervidi, cos� teneri, di quella bocca in cui il mio cuore anneg�,

di quei baci possenti come un balsamo, di quei moti pi� vivi che raggi, cosa resta? Terribile, anima mia! Null'altro che lo schizzo sbiadito, a matite di tre colori,

che, come me muore in solitudine e che il Tempo, vegliardo ingiurioso, ogni giorno struscia con la sua ala ruvida...

Nero assassino della Vita e dell'Arte, tu non ucciderai mai nella mia memoria colei che fu per me gloria e gioia.
leviathan
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Re: Charles Baudelaire

Messaggio da leviathan »

Lateralus ha scritto:ah e che parlo a fare...lo adoro

http://www.la-poesia.it/stranieri/franc ... indice.htm
Mancano alcune opere (ad esempio non trovo la quinta poesia dello Spleen O.O, senza titolo... forse mi sbaglio...)

---- EDIT ----

Ah ecco... la numero 3 e la numero 5 sono invertiti (sarà un errore, siccome i titoli però coincidono, più o meno)...

Amo il ricordo di quelle epoche nude, le cui statue
Febo si compiaceva indorare. Allora uomo e donna,
nella loro mobilità, godevano senza menzogna e
senza ansia; il cielo amoroso carezzava loro la
schiena, ed essi così esercitavano le virtù del loro
nobile corpo. Cibele, allora feconda di ricchi prodotti,
non trovava che i figli le fossero di peso: lupa dal
cuore gonfio di generosa tenerezza, nutriva
l'universo con le sue brune mammelle. L'uomo
vigoroso, forte, elegante, godeva del diritto d'andar
fiero delle beltà che lo proclamavano re: frutti
indenni da qualsiasi oltraggio, vergini di fenditure, la
loro carne liscia e ferma chiamava i morsi.

Il Poeta oggi, se desidera immaginare quelle native
grandezze là dove si mostrano le nudità dell'uomo e
della donna, sente calare sulla sua anima un freddo
tenebrore dinanzi a un quadro nero, spaventoso. O
mostruosità piangenti il proprio abito! tronchi
ridicoli, torsi degni di maschere; magri, poveri corpi
torti, ventruti e flaccidi, che il dio dell'Utile,
implacabilmente sereno, strinse, sin dalla nascita,
nelle sue fasce bronzee. E voi donne, pallide ahimè
come ceri, che il vizio insieme consuma e nutre, voi
vergini, che trascinate l'eredità del peccato materno
e tutte le brutture che porta la fecondità.

Noi abbiamo, è vero, noi nazioni corrotte, bellezze
ignote a quei popoli antichi: visi smangiati dalle
cancrene del cuore, bellezze fiorite dalla
spossatezza. Ma queste invenzioni delle nostre
ultime muse non impediranno mai alle razze
malsane di rendere un omaggio profondo alla
giovinezza - alla santa giovinezza, dall'aria semplice,
dall'occhio limpido e chiaro come un'acqua
corrente, che, incurante come l'azzurro del cielo,
come gli uccelli e i fiori, sparge su tutto i suoi
profumi, le sue canzoni e il suo dolce calore.
"Sembri quasi morta dolce poesia
qui su questa quiete terra
dove dimorano gli assassini."

(Alda Merini)
leviathan
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Re: Charles Baudelaire

Messaggio da leviathan »

Il nemico
"La mia giovinezza non fu che una oscura tempesta,
traversata qua e là da soli risplendenti;
tuono e pioggia l'hanno talmente devastata
che non rimane nel mio giardino altro che qualche fiore vermiglio.

Ecco, ho toccato ormai l'autunno delle idee,
è ora di ricorrere al badile e al rastrello
per rimettere a nuovo le terre inondate
in cui l'acqua ha aperto buchi larghi come tombe.

E chissà se i fiori nuovi che vado sognando troveranno,
in un terreno lavato come un greto,
il mistico alimento cui attingere forza...

O dolore, o dolore, il Tempo si mangia la vita
e l'oscuro Nemico che ci divora il cuore
cresce e si fortifica del sangue che perdiamo."


La disdetta
"Per sollevare un così grande peso, Sisifo, ci vorrebbe tutto il tuo coraggio! Benché si lavori di lena, l'Arte è lunga, il Tempo breve.
Lontano dai sepolcri illustri il mio cuore, come un tamburo abbrunato, batte funebri marce verso un cimitero remoto.

- Non pochi gioielli vi dormono, sepolti nelle tenebre e nell'oblìo, lontano da zappe e da sonde.

E non pochi fiori vi effondono contro voglia il loro profumo, dolce come un segreto, in profonda solitudine. "
"Sembri quasi morta dolce poesia
qui su questa quiete terra
dove dimorano gli assassini."

(Alda Merini)
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Re: Charles Baudelaire

Messaggio da K katan »

Ripropongo ;-)
Charles Baudelaire
SPLEEN E IDEALE

29 • UNA CAROGNA


Ricordi tu l'oggetto, anima mia, che vedemmo quel mattino d'estate così dolce? Alla svolta d'un sentiero un'infame carogna sopra un letto di sassi,

le gambe all'aria, come una femmina impudica, bruciando e sudando i suoi veleni, spalancava, con noncuranza e cinismo, il suo ventre pieno d'esalazioni.

Il sole dardeggiava su quel marciume come volendolo cuocere interamente, rendendo centuplicato alla Natura quanto essa aveva insieme mischiato;

e il cielo contemplava la carcassa superba sbocciare come un fiore. Il puzzo era tale che tu fosti per venir meno sull'erba.

Le mosche ronzavano sul ventre putrido donde uscivano neri battaglioni di larve colanti come un liquame denso lungo gli stracci della carne.

Tutto discendeva e risaliva come un'onda, o si slanciava brulicando: si sarebbe detto che il corpo gonfio d'un vuoto soffio, vivesse moltiplicandosi.

E tutto esalava una strana musica, simile all'acqua corrente o al vento, o al grano che il vagliatore con ritmico movimento agita e volge nel vaglio.

Le forme si cancellavano riducendosi a puro sogno: schizzo, lento a compiersi, sulla tela (dimenticata) che l'artista condurrà a termine a memoria.

Dietro le rocce una cagna inquieta ci guardava con occhio offeso, spiando il momento in cui riprendere allo scheletro il brano abbandonato.

- Eppure tu sarai simile a quell'immondizia, a quell'orribile peste, stella degli occhi miei, sole della mia natura, mia passione, mio angelo!

Sì, tu, regina delle grazie, sarai tale dopo l'estremo sacramento, allora che, sotto l'erba e i fiori grassi, andrai a marcire fra le ossa.

Allora, o bella, dillo, ai vermi che ti mangeranno di baci, che io ho conservato la forma e l'essenza divina di tutti i miei decomposti amori.
leviathan
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Re: Charles Baudelaire

Messaggio da leviathan »

L'uomo e il mare
Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell'infinito svolgersi dell'onda
l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l'abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!
"Sembri quasi morta dolce poesia
qui su questa quiete terra
dove dimorano gli assassini."

(Alda Merini)
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