Il libro è intitolato "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare". La vicenda si svolge nella città di Amburgo e narra di una gabbiana di nome Kengah, che mentre si tuffava nelle acque del mare del Nord in cerca di cibo, viene colpita dalla "maledizione dei mari", un’onda carica di petrolio lasciata da una petroliera in difficoltà. Raccolte le sue ultime forze, riesce a raggiungere la città di Amburgo e precipita sul balcone di una casa, dove abita Zorba, un gatto grande e grosso dal mantello lucente nero. Morente, la povera Kengah riesce ad affidare il suo primo e ultimo uovo al gatto Zorba , dopo aver richiesto di mantenere tre promesse:
Di non mangiare l’uovo
Di averne cura finché non nascerà il piccolo
Di insegnarli a volare
Zorba promette di prendersi cura del piccolo che sta per nascere. E così non solo cova l’uovo, ma con l’aiuto dei suoi amici gatti, Colonnello, Diderot e Segretario, alleva con tanto amore la piccola gabbianella e la protegge dai pericoli. Viene chiamata "Fortunata". Il problema nasce quando Zorba deve insegnare a volare a Fortunata , perché essendo un gatto non sa come insegnare a un gabbiano a volare. Dopo tanti inutili tentativi i gatti sono costretti a ricorrere all’aiuto “dell’uomo” e a rompere il tabù, cioè parlare agli umani nella loro lingua. L'uomo prescelto è un poeta, un uomo dall’animo sensibile, capace di capire e comprendere. E così Fortunata riuscirà a spiccare il suo primo volo e a librarsi nel cielo: il suo mondo.
Uuu..si l'ho letto un sacco di volte alll'elementari...La mia scuola di danza lo riportò anke a teatro x il saggio di fine anno
P.s.Io stavo nel gruppo dei pesciolini
"Metteteci Dio sul banco degli imputati e giudicate anke lui kn noi e difendetelo voi buoni cristiani"-"Ognuno può essere quello che vuole sai,non si può xdere qll ke nn hai"Vasco Rossi
qlke anno fa lo dava in omaggio il topolino (fumetto)
Potrei ma nn voglio fidarmi di te
io nn ti conosco e in fondo non c'e'
in qllo ke dici qlkosa ke pensi
sei sl la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma,
rimane la cera e non ci sei più.
togli la ragione e lasciami sognare,lasciami sognare in pace